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Autismo
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Definizioni e Classificazioni |
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Scritto da Autismo e Futuro
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Scritto da Autismo e Futuro
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L'Autismo non ha prevalenze geografiche e/o etniche ma solo riferite al sesso in quanto è presente in tutte le popolazioni del mondo, di ogni razza e ogni ambiente sociale, e colpisce i maschi in misura da 3 a 4 volte superiore rispetto alle femmine. I recenti studi epidemiologici indicano una frequenza dei casi di Autismo nella misura di 10 casi ogni 10.000 (Linee Guida SINPIA) ma altre fonti internazionali indicano da 1 ogni 500 fino a 1 ogni 170 in Giappone e in Svezia, 1 ogni 320 in Inghilterra. Nel corso degli ultimi vent'anni si è potuto constatare un aumento dei casi di autismo pari a 3-4 volte rispetto ai rilievi epidemiologici precedenti (Linee Guida SINPIA). Un tale incremento sembrerebbe essere dovuto ai seguenti fattori: maggiore definizione dei criteri diagnostici; diffusione di procedure diagnostiche standardizzate; maggiore sensibilizzazione sull'argomento.
La significativa crescita dei dati relativi all'Autismo nel corso degli ultimi decenni impone una revisione critica delle possibili cause e dei possibili strumenti di prevenzione e cura. Le summenzionate citazioni fanno parte delle Linee Guida per l’Autismo – Raccomandazioni tecniche-operative per i servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva, Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), versione 2005. |
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Scritto da Autismo e Futuro
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Fin dagli inizi del '900 sono stati descritti nei bambini disturbi simili a quelli che attualmente vengono identificati come Autismo, introdotti con il nome di psicosi infantili. Nel 1943 il tedesco-americano Leo Kanner descrive un quadro da lui definito "autismo infantile precoce" in 11 bambini. Le caratteristiche comuni osservate sono l'incapacità di mettersi in relazione con l'altro e la tendenza ad isolarsi. Kanner effettua anche alcune riflessioni sui genitori che definisce freddi e intellettuali. Un anno più tardi il tedesco Hans Asperger apporta indicazioni operative utili alla rieducazione, presenti anche negli attuali inquadramenti dell'Autismo. Pubblica un articolo per descrivere le caratteristiche peculiari dei soggetti autistici e ipotizza, alla base del Disturbo, un'innata incapacità a comunicare. Al suo lavoro si sono ispirati tutti i ricercatori che hanno contrastato l'ipotesi che una cattiva relazione del bambino con la madre fosse la causa dell'insorgere dell'Autismo (l'ormai smentita teoria della "madre frigorifero"). Negli anni '50 il francese Gilbert Lelord, in collaborazione con gli allievi di Pavlov (neurofisiologo russo), contrappone gli studi neurofisiologici sull'autismo alla psicologia analitica. L'impostazione teorica della psicoanalisi afferma che "il rifiuto da parte dei genitori è un elemento nella genesi di ogni caso osservato di autismo" (Bruno Bettelheim). Nei paesi anglosassoni, le ipotesi psicoanalitiche non trovano credito scientifico. Nel 1962, in Inghiletrra, si costituisce la National Society for Autistic Children, la prima grande associazione di genitori, conosciuta come National Autistic Society (NAS), una delle maggiori autorità su questo tema. A Londra vengono create le prime scuole con programmi speciali con l'obiettivo di educare i bambini autistici. Da lì a poco, Bernard Rimland, psicologo e padre di un autistico, pubblica un libro che rivoluziona l’approccio alla patologia. Rimland diventa il fondatore della prima società americana di genitori, l'ASA (Autism Society of America) nonché dell'ARI (Autism Research Institute) di San Diego. |
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Scritto da Autismo e Futuro
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Identificato da Kanner nel 1943, l’autismo è ancora poco conosciuto. Le cause non sono chiare e siamo ben lontani dall'avere una cura scientificamente riconosciuta. Studi recenti hanno dimostrato che diversi fattori neuro-biologici contribuiscono allo sviluppo della sindrome. Nel passato si credeva erroneamente che tale disabilità fosse dovuta ad una mancanza di cura e di attenzione da parte dei genitori. Attalmente l'Autismo è considerato "una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri. L’Autismo, pertanto si configura come una disabilità permanente che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono un’espressività variabile nel tempo.” Linee Guida per l’Autismo, SINPIA, 2005 Il grado di disabilità può variare e può comportare diversi livelli di ritardo mentale. Solo nelle forme più mitigate alcuni individui mostrano di avere un’intelligenza nella media (raramente superiore in determinate aree di competenza). I segni caratteristici dell’autismo, cui abbiamo già accennato, sono individuabili già intorno al secondo/terzo anno di età, e riguardano tre aree: incapacità di stabilire un’interazione sociale (assenza di contatto oculare, carenza di interesse per la condivisione di emozioni ed interessi); difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale (ritardo o assenza dello sviluppo del linguaggio e della mimica) e mancanza di giochi di simulazione e di imitazione sociale; repertorio di interessi e comportamenti ripetitivi (rituali elaborati, movimenti e gesti stereotipati, interessi immutabili e non modificabili dall’esterno).
Le persone con autismo preferiscono stare da sole, non partecipano alla vita e ai giochi di gruppo. Conducono la conversazione in modo bizzarro, spesso ripetono parole o frasi che sentono pronunciare. Quando le capacità di linguaggio lo consentono, non riescono a mantenere una conversazione e mostrano una persistente attenzione solo per il loro argomento preferito. Le metafore e le "battute" vengono interpretate letteralmente, aumentando il senso di smarrimento e la distanza relazionale. Il tutto è amplificato dall’incapacità a comunicare e comprendere il linguaggio mimico-gestuale. “Il bambino con diagnosi certa di autismo cresce con il suo disturbo anche se nuove competenze vengono acquisite con il tempo. Tali competenze, tuttavia, sono ‘modellate’ da e sul disturbo nucleare ed avranno comunque una qualità ‘autistica’. La prognosi a qualunque età è condizionata dal grado di funzionamento cognitivo […] bambini autistici divengono adulti non autosufficienti, e continuano ad avere bisogno di cure per tutta la vita.” Linee Guida per l’Autismo, SINPIA, 2005 Per quel che riguarda le cause neurobiologiche che sono alla base del Disturbo, le aree di ricerca sono numerose ed in via di sviluppo. Gli studi effettuati, sia sui fattori causali che sulle strutture anatomiche e sui neurotrasmettitori coinvolti, non hanno portato a risultati univoci e definitivi.Le ricerche condotte tramite tecniche diagnostiche di medicina nucleare delle strutture cerebrali sembrerebbero dimostrare l’esistenza di anomalie morfologiche e funzionali del lobo frontale, del sistema libico, dell’amigdala e dell’ippocampo. Le tecniche diagnostiche maggiormente utilizzate sono: Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), Risonanza Magnetica (RM) Nucleare e Funzionale, Tomografia ad Emissione di Positroni (PET), Tomografia Computerizzata a Emissione di Fotoni Singoli (SPECT).
Le indagini sui neurotrasmettitori sembrerebbero individuare anomalie quantitative o qualitative, in particolare di serotonina, dopamina, ossitocina e vasopressina. I possibili fattori causali maggiormente tenuti in considerazione, ancorché non del tutto riconosciuti a livello scientifico, sono i seguenti: gravidanza e periodo neonatale (ad esempio, malattie della madre durante la gravidanza, problemi legati al parto, ecc., potrebbero essere condizioni determinanti che interferiscono con lo sviluppo); predisposizione genetica; immunologia e vaccini.
In conclusione, il dibattito scientifico e culturale sull’Autismo è ancora aperto e necessita di nuovi confronti e collaborazioni in diverse aree (medicina, neuropsichiatria, psicologia, tecnologia, riabilitazione, istruzione, politica, istituzionale, ecc.), anche a livello internazionale. Le summenzionate citazioni fanno parte delle Linee Guida per l’Autismo – Raccomandazioni tecniche-operative per i servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva, Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), versione 2005. |
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