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Per gli interventi da attuare è stata considerata una suddivisione delle persone con autismo per fasce di età: età scolastica, post-scolastica, adulta. Ogni intervento sarà mirato a conseguire un costante, progressivo e riscontrabile miglioramento, utilizzando le metodiche che hanno dimostrato di dare consistenti risultati, applicandole con scrupolo e serietà e verificando con regolarità il raggiungimento di risultati. Età scolastica (fino a 16-18 anni) Intervento da attuare in ambito scolastico Poiché in questa fascia i bambini permangono a scuola per molte ore della giornata, è in tale contesto che occorre attuare il maggiore sforzo riabilitativo, in perfetta sintonia con il mondo della scuola e in pieno coordinamento con il Provveditorato agli Studi.Attualmente un bambino autistico ha possibilmente in classe una insegnante di sostegno e un AEC (Assistente Educativo Comunale). L’intervento potrebbe essere effettuato per mezzo di un Assistente Riabilitativo di AUTISMO e FUTURO che avendo ricevuto una piena formazione sull’autismo possa operare in termini di perseguimento del miglioramento del bambino e per prendersi cura delle sue problematiche specifiche. Ciò renderebbe superflua la presenza dell’AEC. Successivamente all’orario scolastico e a discrezione delle famiglie, potrebbe essere proseguito l’intervento riabilitativo riunendo i bambini di varie scuole nei locali di una unica scuola, in gruppi il più possibile omogenei per età e per grado di autismo, con lo stesso personale qualificato della mattina per attività che mirino ad aumentare la loro autosufficienza e le loro abilità sociali e per attività fisiche (ad esempio piscina o ippoterapia). Età post-scolastica (18 -25 anni) Intervento da attuare in Centro Diurno I ragazzi in questa fascia di età sono molto difficili da gestire per i genitori, ormai non più giovani, sia per il loro carattere già formato e sia per la loro forza fisica. L’intervento riabilitativo potrebbe essere attuato in centri diurni che coprano gran parte della giornata lasciando alle famiglie il carico di provvedere alle ore serali e notturne. Ogni centro dovrebbe avere ragazzi quanto più possibile omogenei per grado di autismo ed attuare al suo interno una suddivisione dei ragazzi per fasce di età. Le attività riabilitative, condotte secondo una giornata strutturata ed improntata alla routine, sarebbero mirate ad incrementare l’autosufficienza e le abilità sociali dei ragazzi. Grande enfasi verrebbe data alle attività fisiche, alla cura della persona, alla qualità della vita, ad operazioni consuete in una vita quotidiana normale, quali andare a fare la spesa o andare in pizzeria, scegliendo località e negozi adatti, previo accordo con i gestori, dopo averli informati adeguatamente sugli aspetti della problematica dell’autismo. Tali attività darebbero il vantaggio di facilitare il processo di integrazione. Per i ragazzi i cui genitori percepissero come troppo gravosa la loro permanenza in casa, potrebbe essere fatto ricorso all’intervento riabilitativo in residenzialità in analogia a quanto proposto di seguito per gli adulti. Età adulta (oltre 25 anni) Intervento da attuare in Centro residenziale Le persone con autismo in questa fascia di età hanno genitori anziani che facilmente da tempo stanno cercando un posto dove inserire i loro figli in modo permanente e nell’ottica del “dopo di noi”. La risposta adeguata per un intervento terapeutico in questo caso sono le residenzialità che devono però avere determinate caratteristiche. È opportuno infatti che esse abbiano ampi spazi, sia interni che esterni, poiché le persone con autismo hanno di regola una perfetta mobilità, sono spesso iperattivi, hanno stereotipie e quindi hanno necessità di muoversi avendo adeguato spazio intorno a loro. La vita può essere organizzata in piccole unità omogenee di 5 o 6 persone con le loro camere da letto, un ampio soggiorno comune e una saletta pranzo ove saranno consumati i pasti provenienti da una cucina centrale, comune per tutte le unità; altri servizi quali palestra, piscina, laboratori di attività occupazionali potranno essere in comune. Sarà inoltre previsto un servizio infermieristico interno che: curi la somministrazione di eventuali farmaci; si colleghi con il medico esterno nel paese che, convenzionato con il SSN, avrà in carico tutti gli utenti della residenzialità per le normali malattie stagionali e i disturbi occasionali; faccia capo al Centro Medico da costituire in seno ad AUTISMO e FUTURO per gli aspetti relativi all’autismo.
… sarebbe opportuno che le residenzialità fossero ubicate in piccoli paesi, ove la vita è ancora a dimensione umana, ancorché ben servite dai mezzi pubblici per consentire ai genitori di visitare i loro figli senza dover necessariamente guidare l’auto. In questa ottica la residenzialità dovrà contenere un piccolissimo numero di microappartamenti per consentire ai genitori di poter pernottare avendo con se il proprio figlio e ricreare, se pur temporaneamente, l’atmosfera familiare e attenuare la sensazione di distacco, a beneficio di tutto il gruppo familiare.
Le attività riabilitative, già previste per i centri diurni e miranti a costruire una autonomia verrebbero arricchite da attività occupazionali e, ove possibile, da attività lavorative. |